IMG_1923

Vètua, le Cinque Terre e il sogno di Sebastiano

Fa caldo, lo sentiamo dire da giorni, lo sentiamo addosso, lo sentiamo dire da chi, sbuffando, si lamenta e basta. Però ci sono dei momenti in cui il caldo, quello vero, lo sopporti più che volentieri.

L’occasione è stata quella della visita ad  un vero eroe dell’enologia italiana.
Una persona semplice, umile e decisa e soprattutto solida, come i suoi quadricipiti e presto capirete il perché.

Lo scenario è quello di Monterosso, Cinque Terre, Liguria.
Uno dei posti che chiunque nel mondo ci invidia e fa di tutto, nonostante le difficoltà, per raggiungerlo.

Le difficoltà “turistiche” però sono niente in confronto alle difficoltà degli abitanti di quei paesini rinchiusi in una lingua di terra fra mare e scogliera, che da secoli si sono dovuti inventare di tutto pur di sopravvivere in quelle condizioni.

Sono gli stessi pensieri che Sebastiano, il protagonista della nostra storia,  si fa tutti i giorni mentre sale e scende dai suo vigneti a picco sul Mar Tirreno, mentre trasporta le uve con la monorotaia oppure con la vertiginosa teleferica che unisce i due promontori.

La bellezza delle vigne e di quei paesaggi sono accompagnati dalla spontaneità e sincerità di un viticoltore, che con una dedizione sopra ogni media, riesce a far tutto da solo, in un territorio così aspro e difficile. 

Vengono prodotte e commercializzate due etichette dall’azienda:

lo Sciacchetrà Riserva, che testimonia la volontà di Sebastiano di dare il meglio, e il Vètua, un blend di varietà locali che prende il nome dalla località da dove proviene, che in dialetto significa vetta e, parlandoci chiaro, si tratta di un vero e proprio Cru. 

I vini meritano, è vero, però a mio avviso meritano di più il racconto, l’esperienza e il coraggio di un produttore che ogni giorno si sveglia e sa che niente sarà facile; o meglio, niente sarà facile come per gli altri.

Vètua, Vino Bianco 2013

Tengo a dirvi che ho bevuto questo bicchiere subito dopo la visita nei vigneti, a 35 C°, in una piccola casettina fresca e con una bellissima finestra sul mare… insomma perdonatemi se parlerò benissimo di questo vino. Scherzi a parte, il vino è buono davvero. Si presenta nel nostro calice con una veste paglierina intensa, con profumi che ci rimandano subito alla sua provenienza: iodio, pesca, fiore d’acacia e finale agrumato di limone. In bocca è un’esplosione di freschezza e sapidità, grande lunghezza ed intensità rendono il vino ottimo a livello gastronomico con preparazioni di pesce e carne più complesse. Il vino ha anche ottime possibilità di invecchiamento; lo possiamo testimoniare grazie all’assaggio di annate come la 2012 e la 2011, entrambi eccellenti.

Vètua, Vino Bianco 2016

Il vino è sempre come che li fa nel migliore dei casi, quindi tre vendemmie di differenza si fanno sentire, Sebastiano affina le sue capacità e la conoscenza del suo territorio proprio come i suoi vini.
La 2016 è stata un’annata molto produttiva a detta del vignaiolo, una di quelle annate che ripagano in tutti i sensi le fatiche. Al naso non si smentisce, note più concentrate e franche, si fa più interessante; un po’ come l’uomo che diventa brizzolato ai lati o la donna che con uno sguardo dice tutto. L’esperienza è il vero sentore del vino. È un vino che parla la stessa lingua dei suoi fratelli precedenti ma in maniera superiore.
Da bere subito o dimenticare in cantina, fate voi, la soddisfazione sarà diversa e intensa.

Info e Contatti

Rif. Sebastiano Calabria

http://www.vetua.it




There are no comments

Add yours